RSF parte per l’Ucraina e a Leopoli documenta i depositi dove sono state messe in salvo le Opere d’arte

di Pietro Coronas – Presidente di RSF Protezione Civile Emergenza Beni Culturali, Tesoriere di RSF Italia

RSF Italia, attraverso l'associazione affiliata RSF Protezione Civile Emergenza Beni Culturali coinvolta nel progetto Save Ukraine Art 22, ha effettuato una missione in Ucraina all'inizio di agosto per collaborare all’organizzazione della messa in sicurezza di migliaia di opere, ora situate in depositi nascosti a Leopoli.

Non è la prima volta che RSF Protezione Civile Emergenza Beni Culturali si trova ad intervenire in scenari di guerra e questo conflitto, che sta mettendo in pericolo non solo la pace in Ucraina ma nell’Europa intera, non poteva non coinvolgerci profondamente.

Il nostro impegno è da sempre rivolto alla salvaguardia del patrimonio culturale pienamente descritto nello spirito dei principi Cultura Arte e Solidarietà, che pone al centro delle sue attività il valore della cultura, l’attenzione alla dignità e al bene dell’essere umano.

Save Ukraine Art 22 è un progetto nato da una iniziativa di Marco Gallipoli e Lucio Gomiero, volto a supportare i musei ucraini impegnati a proteggere le proprie collezioni, soprattutto  attraverso la collaborazione attiva con Ihor Kozhan, direttore del Museo Nazionale Andrey Sheptytsky di Leopoli e Taras Voznyak, direttore della Galleria Nazionale delle Arti di Leopoli e coordinatore della rete di musei di Leopoli.

RSF Protezione Civile Emergenza Beni Culturali, coinvolta da subito in questo progetto, ha deciso di attivarsi organizzando una missione di breve durata all’inizio del mese di agosto, per valutare gli aspetti organizzativi e il reperimento a breve termine di fondi economici utili a perorare la causa. Le nostre prime missioni in casi come questi sono composte da poche persone e sopralluoghi di breve durata.

Normalmente, quando si affronta un viaggio verso un territorio di guerra alla mente si affollano una serie di dubbi ricorrenti; cosa troveremo giunti a destinazione? Quali sono i rischi a cui andiamo incontro? Sono i pensieri di sempre quando si va in un paese che sta vivendo un conflitto che tiene il mondo con il fiato sospeso.

Il nostro gruppo è composto da Tiziano Fortunato, volontario di RSF, Marco Gallipoli di Save Ukraine Art 22 e da me Pietro Coronas.

Il viaggio, che si preannuncia lungo e faticoso, inizialmente procede in modo spedito partendo in aereo da Roma e arrivo a  Cracovia. Da lì ci si sé spostati in treno con una durata di circa 3,5 ore fino a Przemysl, ultima stazione ferroviaria utile, e successivamente in auto sino a Medyka città al confine con la frontiera Ucraina che abbiamo attraversato a piedi. Superato il confine è venuta a prenderci in auto Ustyna Soroka , moglie di Marco Gallipoli, insieme a lui fondatrice e colonna portante del progetto Save Ukraine Art 22, da li direzione finale Leopoli, ospitati presso la Galleria Nazionale.

Arrivati a Leopoli siamo stati sorpresi nel trovare una città dove la vita ad uno sguardo fugace appare indisturbata, ma dove sotto l’aspetto vivace si scorgono sui volti delle persone segni dell’inquietudine e della preoccupazione. La vita quotidiana durante il giorno e la notte è scandita dalle sirene, che non fanno dimenticare i pericoli e i timori, vero volto costante della guerra. Le nostre giornate sono state caratterizzate da numerosi incontri, incentrati sull’ importanza e la salvaguardia delle opere conservate nel Museo, abbiamo riscontrato un grande fervore, volontà e impegno di realizzare il progetto di recupero.

L’arte e la cultura per l’Ucraina, terra ricca di storia, è nonostante tutto una priorità, poiché come già riscontrato in altri scenari di guerra dove abbiamo operato rappresentano l’identità di un popolo, la stessa che la guerra tende a demolire. Il patrimonio culturale ucraino è formato da opere di elevata qualità artistica, tra l’altro presenti in numero rilevante. Interi depositi sono colmi di migliaia di opere, in un solo ambiente ne abbiamo trovate circa 9000, depositate lì per la messa in sicurezza.

Il progetto Save Ukraine Art 22 ha già fornito grande quantità di materiale da imballaggio, casse in legno per la movimentazione, ma anche molti deumidificatori. Il tutto è stato utilizzato al meglio, ma ci sono ancora molte difficoltà. I pochi restauratori ucraini presenti alla Galleria Nazionale delle Arti, sono di elevata preparazione. Anche se il loro paese è in stato di guerra proseguono nel lavoro, sovente con pochi materiali e attrezzature, nonostante tutto continuano il loro operare sotto l’incubo costante delle sirene e col pensiero rivolto alle loro famiglie.

E’ sempre una sorpresa constatare come il nostro lavoro diventi di estrema importanza in situazioni di crisi e dia forti motivazioni per continuare a resistere. Mettere in sicurezza un patrimonio così vasto è un lavoro immenso, significa identificare la sua localizzazione, l’inventario, definire caso per caso lo stato di conservazione, il recupero, allestire il luogo di immagazzinamento delle opere. A questo va aggiunto il patrimonio bibliografico e storico in grave pericolo. La possibilità che questo patrimonio in pericolo possa andare perso o distrutto è reale.

Il nostro viaggio di ritorno verso l’Italia avvenuto con le stesse modalità dell’andata, ci è parso più lungo per la stanchezza e le emozioni provate. Rimane in noi la sensazione di avere lasciato qualcosa a Leopoli, in quella città di calma apparente, qualcosa di importante da portare a compimento.

Link all’articolo originale: Restauratori senza frontiere

Torna su
Exit mobile version

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per ottimizzare la navigazione.
Per informazioni sui cookie utilizzati in questo sito visita la nostra pagina Privacy e Cookie Policy.

%%footer%%